25 giugno 2013

La Natura dei Trigger Point nel trattamento del dolore muscolare

Un Trigger Point miofasciale è costituito da quella zona o quel punto lungo la banda muscolare contratta in cui la sensibilità al dolore raggiunge il massimo grado. Si chiamano Trigger Point perchè, come dice la traduzione, sono punti Grilletto che, se stimolati, "sparano" il dolore e distanza.
Alla compressione, un Trigger Point può risultare molto dolente e può generare fenomeni autonomi come disturbi visivi e vestibolari, arrossamento degli occhi, e lacrimazione, un'alterata percezione dello spazio, coriza (infiammazione delle membrane mucose), riduzione dell'attività vascolare locale e modifiche della temperatura della pelle.
Secondo una prospettiva anatomica, le zone che tendono a sviluppare dei Trigger Point sono, in genere, quelle in cui è probabile che si crei una tensione meccanica più alta o una circolazione difficoltosa, a seguito di attività fisiche o stress posturali. I muscoli in cui si sviluppano con maggiore frequenza i Trigger Point sono lo sternocleidomaistoideo, il trapezio superiore, l'elevatore della scapola, l'infraspinato, i paraspinali toracolombari,, il quadrato dei lombi, il medio e piccolo gluteo, anche se possono presentarsi in qualsiasi fascicolo di ogni muscolo del corpo.
Il dolore o l'indolenzimento aumentano, in genere, con l'uso o l'allungamento del muscolo, con una pressione diretta sul Trigger Point, con l'accorciamento del muscolo per un periodo prolungato o con una sua contrazione sostenuta o ripetitiva, in caso di tempo freddo o umido, infezioni virali o stress.
Capita infatti di sentirsi raccontare dai pazienti di soffrire di una"nocciolina", un "nervo accavallato" che dà molto dolore e che di fatto corrisponde a un muscolo sofferente.
I sintomi diminuiranno dopo brevi periodi di inattività leggera seguita da riposo e con un lento, costante e passivo allungamento del muscolo stesso, soprattutto se accompagnato dall'applicazione di calore umido. Quindi una volta individuato il Trigger Point deve essere disattivato attraverso una compressione ischemica.


da "La terapia dei Trigger Point per il trattamento del dolore muscolare" di Donna e Steven Finando, ed.mediterraneee



Il massaggio Trigger Points aiuta a ritrovare la giusta funzionalità, ove il corpo risulta più flessibile con una conseguente sensazione di benessere generale. Questo trattamento deve essere considerato come una “terapia aggiuntiva” che aiuta a rendere i muscoli più attivi facendo ritrovare la corretta postura ed eliminando i punti di tensione. 
Per ottenere risultati significativi ci si dovrà sottoporre ad un ciclo di almeno 10 sedute ma già dopo i primi massaggi si possono notare i primi benefici in termini di mobilità e agilità. Tuttavia, se non si cambiano le abitudini che hanno portato alla formazione dei punti grilletto, i benefici del massaggio saranno ben presto vanificati.


Stefania Foti
www.benessere.com

LA MIA OPINIONE
In riferimento ai miei studi di Osteopatia la tecnica Trigger Points è una terapia manuale utilizzata come prevenzione, valutazione e trattamento dei disturbi muscoloscheletrici: è importante però non intervenire solo sul sintomo, ma correggere anche il problema scatenante alla base.
Ad oggi ho utilizzato questa tecnica su persone che riscontravano tensioni soprattutto a livello del trapezio superiore e dei romboidei con la una diminuzione della dolorabilità locale già dopo 3-5 sessioni.
I problemi scatenanti sono prevalentemente legati a errate posture quali possono essere quelle dello studente, dell'impiegato, del docente in cui il corpo e lo sguardo devono assecondare il computer e la scrivania comportando molto spesso un atteggiamento cifotico.
Questo trattamento insieme a una rieducazione posturale possono comportare notevoli benefici in breve tempo.
Io da quando ho conosciuto questa terapia dedico 5 minuti ogni mattina al detensionamento dei muscoli delle gambe e del rachide in modo tale da iniziare la mia giornata carica e senza tensioni.



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