12 luglio 2013

Cos'è l'Osteopatia?



"Ho pensato che l'osso, osteon, fosse il punto da cui dovevo partire per accertare la causa delle condizioni patologiche e così ho messo insieme "osteo" con "patia" e ho ottenuto Osteopatia".
(Still, A.T. Autobiografia, 1897, p.98)

"L'osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi osteopati affermiamo che il movimento è l'espressione stessa della vita".
(Still, A.T., 1892)

L’osteopatia è un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, ect..) non prevede l'uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia, ma attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la  prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l'apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l'osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali).
Inoltre a differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l'osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all'individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso.


Nascita dell'Osteopatia
L'osteopatia nasce in America verso la metà dell'ottocento, epoca in cui il paese sta cercando di affermarsi sulla scena mondiale.
Questo è il mondo in cui nasce in Virginia nel 1828 il padre dell’osteopatia, Andrew Taylor Still.
In quel periodo anche la medicina sta cercando di trovare la propria strada e si sta spostando dalla concezione ortodossa che utilizzava vescicanti, purganti e salassi alla visione alternativa della cura naturale come l’omeopatia e altre forme di guarigione spirituale come l’ipnosi e simili.
Scoppia così nel 1861 la guerra civile americana, una vera e propria lotta per l’indipendenza e Still si arruola nell’arma come chirurgo.
Tornato a casa deve affrontare un grosso trauma, la perdita di 3 figli per meningite spinale e di una figlia per polmonite.
Ovviamente distrutto per il fatto che la medicina non è stata in grado di salvare la sua famiglia in aggiunta alle sofferenze vissute in guerra, inizia la propria ricerca personale per comprendere meglio la salute e la malattia e trovare mezzi di guarigione più efficienti.


I principi dell'Osteopatia

Unità del corpo
Come metodologia olistica (dal greco olos=tutto) l'osteopatia considera l'individuo nella sua globalità: ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell'intera struttura, dunque, l'equilibrio psicofisico e il benessere.
Relazione tra struttura e funzione
Un corretto equilibrio tra struttura e funzione regala al nostro corpo una sensazione di benessere. Qualora tale equilibrio venga alterato (a causa di un trauma per esempio) si parla di disfunzione osteopatica, ossia di una restrizione di mobilità e perdita di movimento in una parte del nostro corpo (ossa, muscoli, organi, etc..).
Autoguarigione
In osteopatia non è il terapeuta che guarisce, ma il suo ruolo è quello favorire la capacità innata del corpo ad auto curarsi.


Le tecniche osteopatiche
Il trattamento osteopatico può avvalersi di numerosi metodi e tecniche di trattamento. Gli osteopati le utilizzano indifferentemente in funzione delle necessità terapeutiche.
Una classificazione possibile è quella che fa riferimento a queste tre grandi famiglie:
Tecniche strutturali 
La tecniche strutturali sono definite tali poiché ristabiliscono la mobilità della struttura ossea.
La specificità e la rapidità delle manipolazione consente il recupero della mobilità articolare. 
Hanno una forte influenza neurologica, oltre che puramente meccanica, in quanto favoriscono l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni della parte trattata.
Tecniche cranio-sacrali
Le tecniche craniali agiscono sul movimento di congruenza fra le ossa del cranio e il sacro, ristabilendone il normale “meccanismo respiratorio primario”, ossia quella combinazione di parti ossee, legamentose, muscolari, e fasciali che consentono il riequilibrio e l’armonia delle funzioni craniosacrali. 
Con queste tecniche si agisce in particolare sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno.
Le tecniche viscerali 
I visceri si muovono in modo specifico sotto l'influenza della pressione diaframmatica. Questa dinamica viscerale può essere modificata (restrizione di mobilità) o scomparire. Applicando una tecnica specifica, l’osteopatia permette all'organo di trovare la sua fisiologia naturale ed i disordini legati alla restrizione di mobilità saranno così corretti. Inoltre esiste da un punto di vista anatomico e funzionale una relazione tra i visceri e la struttura muscolo-scheletrica; una cattiva funzione della struttura (colonna vertebrale), può influenzare uno o più visceri e viceversa. Si possono trovare, in persone che soffrono di mal di schiena, problemi di mobilità del fegato, del colon, del rene o dell'utero. Il trattamento osteopatico mira, attraverso l'addome ed il diaframma, a ristabilire una buona mobilità viscerale.

Quando rivolgersi all’osteopata
Le disfunzioni meccaniche dell’apparato muscolo-scheletrico che causano dolori rappresentano circa l’80% delle consultazioni sanitarie correnti. La sempre maggiore richiesta d’intervento non convenzionale in questo specifico settore è giustificata dal fatto che la terapia allopatica, incentrata per lo più sul trattamento dei sintomi, troppo spesso non è in grado di fornire un’adeguata risposta risolutiva a tali problemi.
La terapia osteopatica tratta:
  • Traumi sportivi - Distorsioni
  • Tutti i dolori della colonna vertebrale: cervicalgie, dorsalgie, lombalgie
  • Cefalee e/o emicranie
  • Stress
  • Incidenti automobilistici o d’altro genere
  • Esiti cicatriziali, postoperatori o da trauma
  • Conseguenze di bronchiti e/o polmoniti
  • Dolori mestruali
  • Disturbi gastrointestinali
  • Trattamenti ai neonati come forma di prevenzione o in presenza di coliche gassose, vomito a getto, pianto inconsolabile, insonnia e malattie ricorrenti e quindi predisposizione e abbassamento delle difese; infezioni recidivanti, specialmente croniche a carico dell’orecchio (otite)
  • Disfunzioni dello sviluppo neurologico e difficoltà scolastiche come: dislessie, carenze d’attenzione
  • Problemi comportamentali
  • Deglutizioni scorrette e male occlusioni
  • Conseguenze di traumi da parto come torcicollo miogeno.
L’aspetto fondamentale dell’osteopatia è la prevenzione in quanto il trattamento osteopatico, ottimizzando il funzionamento naturale del nostro organismo, lo aiuta a mantenere lo stato di salute. Spesso alcuni segni, quindi disfunzioni, anche poco evidenti, possono portare a disturbi del sistema neuro-muscolo-scheletrico che, se trascurati, nel tempo possono organizzarsi in processi organici, e diventare patologie.
Il caso in cui si può parlare più concretamente di prevenzione è quello dei neonati. Traumi da parto, più o meno gravi e quindi più o meno evidenti (determinati per lo più da parti non “naturali”, ad esempio dall’uso del forcipe, della ventosa, di farmaci come l’ossitocina, dalla pratica della “manovra di Kristeller” o dal cesareo) sono spesso facilmente risolvibili in età neonatale.
È molto importante, quindi, fare una valutazione osteopatica del funzionamento delle strutture meccaniche e dei principali apparati del neonato.
www.tuttosteopatia.it

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