26 luglio 2013

Stretching e musica

I musicisti presentano spesso problemi analoghi a quelli degli atleti dell'alto livello: in realtà anch'essi dedicano diverse ore al giorno all'attività motorie e estremamente specializzate, più spesso costretti in posizioni antifisiologiche dettate dello strumento.

In particolare questi problemi riguardano i musicisti di musica classica: la necessità dell'orchestra classica e romantica di produrre volumi di suono sempre più alti ha profondamente modificato, dalla fine del 1700 in poi, struttura, volume e tensione degli strumenti musicali.
Abbiamo visto così comparire patologie professionali fino ad allora sconosciute tra i musicisti, come l'enfisema polmonare degli Oboisti, l'artrosi del gomito destro delle arpiste come l'artrosi cervicale dei violinisti o degli artisti.

Il fatto che nella maggior parte dei conservatori italiani l'educazione motoria venga completamente trascurata, sia sul piano educativo generale sia su quello specifico relativo alle problematiche dello strumento, non migliora certo la situazione, tant'è che nella nostra esperienza clinica ci capita di osservare un numero sempre crescente di patologia dell'apparato locomotore i musicisti sempre più giovani.
In realtà, molti strumenti musicali obbligano la strumentista a posizioni forzate molto 
asimmetriche; inoltre la pratica di molti strumenti moderni richiede molta forza muscolare e quindi sottopone tendini e articolazioni a sollecitazioni molto superiori a quanto posso immaginare chi non ne ha esperienza diretta.

Naturalmente questi fattori, che sono insiti nella pratica strumentale, incidono molto di più quando vengono amplificati da veri e propri errori di impostazione sullo strumento, caso che purtroppo ci risulta essere molto frequente.
Di seguito verranno riportate alcune specifiche schede di stretching per ciascun strumento musicale, Convinti dall'esperienza che potranno essere di grande aiuto a molte persone che contribuiscono alla serenità è alla gioia dell'umanità con la loro musica a volte prezzo della loro salute.

Pianoforte
Gli strumenti a tastiera sono tra i pochissimi che permettono di mantenere una posizione simmetrica mentre si suona.
Le tastiere richiedono peraltro al musicista di restare seduto mentre suona, senza appoggi per la schiena: stanno per ore impostura assisa, facilmente questi sviluppano ipertono del quadrato dei lombi e degli erettori del tronco e retrazione degli ischiocrurali, che condizionano un atteggiamento iperlordotico della postura eretta. Inoltre, facilmente il tastierista tende ad  assumere posizioni di aumento della cifosi dorsale è di anteposizione del capo, con conseguente diminuzione, o addirittura inversione, della lordosi cervicale.
Questi squilibri pastorali rappresentano in genere la base funzionale su cui si stavano le sintomatologie lombalgiche da cui questi musicisti sono frequentemente colpiti.
Gli esercizi di stretching da eseguire per ovviare a questi problemi sono quelli per gli ischiocrurali, ileopsoas, il quadrato di rombi e gli erettori della colonna.
Agli esercizi di stretching  in senso stretto hanno associato anche un lavoro di mobilizzazione articolare attiva del rachide, in particolare per diminuire la lordosi lombare e la cifosi dorsale e recuperare la lordosi cervicale.
Questi disturbi devono essere prevenuti anche prestando attenzione alle posture che si assumono suonando, regolando con precisione l'altezza del sedile e soprattutto dello strumento, in modo da rispettare l'ergonomia fisiologica della postura assisa; se il musicista suona leggendo è importante che lo partito sia illuminato perfettamente e la scrittura sia sufficientemente grande da poter essere letta agevolmente anche a distanza.
Per la prevenzione sono molto utili esercizi di stretching dei flessori delle dita e del carpo, per la mobilizzazione, la pratica degli esercizi con le sfere cinesi di Baoding.

Chitarra
La maggior parte dei chitarristi professionisti presenta tendiniti alla cuffia dei rotatori della spalla, conseguente all'attivazione dei trigger point dell'infraspinato o del piccolo rotondo, più raramente del sottocapolare: questi muscoli infatti vengono messi in tensione dalla tipica postura del chitarrista.
La chitarra inoltre è uno strumento che richiede una certa forza muscolare dei flessori delle dita: se il musicista non viene educato precocemente a usare solo la forza minima necessaria per produrre i suoni, lo stato di tensione generale di tutto il corpo tende facilmente ad aumentare nel suo insieme.
La posizione accentuata della flessione della coscia sul tronco provoca spesso parestesie e dolori irradiati lungo il decorso del nervo sciatico, come la posizione di marcata lordotizzazione del rachide facilita l'insorgenza di algie lombari; queste sono anche favorite dal fatto che molti chitarristi accentuano anche la cifosi dorsale, quasi "avvolgendosi" attorno allo strumento, per poter meglio vedere la tastiera.
L'assimitricità di questa postura può essere parzialmente corretta cercando di bilanciare al massimo lo strumento tra le spalle: cò implica,tuttavia, che il chitarrista si abitui a suonare senza guardare la tastiera, cosa per molti assai difficile.
Gli esercizi più consigliabili sono l'allngamento dell'infraspnato, piccolo rotondo, sottoscapolare, petorale, trapezio, flessori del carpo e delle dita delle mani, addutori del pollice, ischiocrurali e piriforme, uniti al solito lavoro di mobilizzazione di tutto il rachide.

da"Manuale Professionale di Stretching" di Umberto Mosca et al.,ed.Red

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