4 agosto 2013

Valeoro!


Uno dei nickname di Valentina Vezzali, l'atleta italiana più vincente della storia della scherma.
Vulcanica, coraggiosa, combattiva: gli aggettivi per descrivere l'atleta sono forti ma non eccessivi. Valentina è così, possiede una vitalità è un'energia fuori dal comune, che emergono prepotentemente in ogni cosa che fa. Lo sanno bene le sue avversarie, basti ricordare il match alle Olimpiadi di Londra 2012 contro la sudcoreana Nam Hyun Hee. Quando il duello sembrava ormai perso, le stoccate e gli affondi sono diventati più potenti e precisi, il corpo minuto si è fatto guizzante, le gocce di sudore più copiose sotto la maschera, e alla fine l'ha spuntata lei, conquistando al fotofinish il bronzo nel fioretto femminile.
Del resto Vale, come la chiamano in tanti, è una predestinata della scherma. Ha infatti dimostrato presto di possedere talento e grande forza fisica e mentale: "potrei quasi dire che sono stati gli altri a decidere per me. Mia sorella Natalie, dovendo scegliere uno sport, optò per la scherma. Io e mia mamma la accompagnammo alla palestra del grandissimo maestro Triccoli: aperta la porta della sala il maestro mi vide disse che dovevo cominciare subito anch'io. Mia madre tentennava, ritenendomi ancora piccola è un po' mingherlina, qui però insistette e mi iscrisse". Da allora non ha più lasciato la scherma, iniziando presto a mietere successi, arrivando a conquistare in carriera tre oli olimpici e sei mondiali individuali.
Forse non tutti sanno però che alla base del suo allenamento c'è il running "La corsa è un elemento importante dell'allenamento schermistico. Di solito di mattina mi dedico alla parte atletica e a quella tecnica pomeriggio. Non posso però misurare in kilometri il mio lavoro sulla corsa, è fatto più di velocità che di fondo. Poi dipende dalla stagione sportiva: nei primi mesi si fa un lavoro più aerobico e su distanze più lunghe, a stagione avviata kilometri diminuiscono. Al massimo mi alleno sui 400 m, spesso sui 200. In generale mi concentro maggiormente sulla rapidità e si cambi di direzione. Aumento puoi l'impegno sulla velocità pura, i 10 e i 5 m, molto fartleck".
Nel periodo della gravidanza ha sostituito la corsa con il Walking:"Quando ero in dolce attesafacevolunghe camminate nuoto per un po' di tempo. Come già con Pietro, nel periodo finale della gravidanza sono rimasta completamente ferma per fare riposare il fisico; è tanto tempo che facevo agonismo, avevo bisogno di riposo fisico e mentale".
Ma comincerà presto a muoversi a pieno ritmo; con il primo figlio è ingrassata di parecchi chili, ma in pochi mesi ha ritrovato la silhouette di un tempo:"Sono tornata in forma gradualmente. Ho ricominciato a fare movimento dopo 18 giorni; soprattutto tantissima piscina e raminga dopo 45 giorni. In due mesi e mezzo sono arrivata al peso di sempre. Per la forma olimpica invece c'è voluto un po' più di tempo".
Quando tornerà a fare l'atleta presterà molta attenzione a ciò che mangia:"Prima degli allenamenti assumo carboidrati con condimenti molto semplici tante verdure. La sera invece mangio secondi di carne o di pesce accompagnati da molta verdura. La mattina preferisco il salato al dolce".
Non ha però solo lo sport nel cuore ma anche la politica. I Parlamento per Scelta Civica, promuoverà iniziative volte a favorire la pratica sportiva, soprattutto al femminile:"Sono stata scelta per rappresentare il mondo dello sport, importante per il benessere di una nazione. Per uomini donne, bambini, giovani e anziani. Ho contribuito personalmente alla creazione dell'Agenda Monti per lo sport e ha pronte alcune iniziative che trasformerò in proposta di legge dopo un confronto collaborativo con la realtà del mondo sportivo che intendo rappresentare. Esempio bisogna lavorare per permettere alle società e associazioni sportive di sopravvivere finanziariamente, pensando a qualche forma di beneficio fiscale e a facilitazioni nelle sponsorizzazioni delle piccole realtà".
La politica non la terrà lontana dagli impegni con la scherma e presto ricomincerà ad allenarsi. Alla domanda si riuscirà conciliare gli svariati impegni, non tentenna:"Certo che ce la farò. Nella vita ci sono già riuscita, questo il mio obiettivo principale: dimostrare che si può fare bene in più campi, che è possibile continuare a eccellere facendo dei sacrifici, senza abbandonare ciò a cui si tiene di più. Non rinuncio alla scherma e allo sport. La mia famiglia è ciò che più conta, ma voglio anche dimostrare che uno sportivo può fare bene in politica e dare un contributo importante".
In Italia le donne che praticano attività sportiva rispetta gli uomini sono in netta minoranza, ma eccellono in molte discipline e lei è uno degli esempi principali:"Noi donne siamo dotate di determinazione e perseveranza molto forti. Se facciamo qualcosa vogliamo farla bene. Abbiamo anche un'intensa capacità di concentrazione e la voglia di affermarci affiancata da una profonda sancompetitività. Perciò una donna che si impegna qualcosa, in qualsiasi campo, alla fine ne esce sempre nei migliori dei modi".
La schermitrice più vincente di sempre ha ancora tanta voglia di combattere e quando le chiedo se parteciperà ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro risponde quasi stizzita:"Non solo voglio partecipare lle Olimpiadi di Rio, ma voglio anche vincerle. Per me l'obiettivo dev'essere sempre il gradino più alto. La voglia di battermi e vincere, con il tempo non fa che aumentare. E anche il mio impegno in politica non è un freno ma uno stimolo: voglio vincere da parlamentare, dimostraree  che si può fare e dare il buon esempio a questa Italia che ha bisogno di ritrovare grinta, impegno e spirito di sacrificio per rilanciarsi.
E' decisa anche sull'atleta di riferimento: in campo maschile Pietro Mennea, che ricorda con affetto. mentre tra le donne è"senz'altro Sara Simeoni, tra le prime donne vincenti che seguivo da bambina. E altri miti come Deborah Compagnoni".
Tornando ai Giochi Olimpici è certa dei sogni che vorrebbe che si concretizzassero in Brasile: Le Olimpiadi di Rio sono il mi sogno e il mio obiettivo. Da piccola mio padre mi diceva che la cosa migliore sarebbe lasciare la carriera essendo ancora l'atleta da battere. E nel 2016 quella voglio essere ancora io".

Irene Righetti
Runners
Luglio 2013

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