8 ottobre 2014

SIAMO OSTEOPATI?

Allo stato attuale, la professione osteopatica non è regolamentata dalla legge italiana, se non per quanto riguarda il regime fiscale rientrando nelle professioni non riconosciute.Di seguito vi riporterò le ultime novità in materia di legislazione osteopatia per fare luce su una disciplina molto discussa, ma che sta iniziando a far sentire la propria voce.


Il 25 giugno 2014, Il presidente e una delegazione del Direttivo hanno incontrato il Dott.Leonardi, direttore generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del servizio nazionale sanitario.
In tale occasione i rappresentanti del ROI (Registro degli Osteopati Italiani) hanno confermato l'intenzione di voler collaborare con il Ministero per il riconoscimento dell'Osteopatia come nuova professione sanitaria.

Il grande dilemma che si presenta a questo punto è: se l'Osteopatia viene riconosciuta come professione sanitaria tutti gli Osteopati possono operare come tali figure?
I Diplomati in Osteopatia provengono da diversi percorsi di Studi:
-Diplomati di Scuole superiori che svolgono un percorso di 5 anni a Tempo Pieno;
-Laureati in materie mediche, sportive e fisioterapiche che seguono un percorso di 6 anni a Tempo Parziale;
-Corsi vari.
La preparazione potrebbe essere considerata non-idonea per poter operare nel regime sanitario, soprattutto perché alcune scuole non sono controllate secondo regimi rigidi dalla legge.
Chiunque potrebbe aprire una scuola, basta che segua le normative dell'OMS.
Arrivati a questo punto il problema più importante è quello che viene chiamato Concorrenza. 
Se una legge simile fosse approvata diverse figure sanitarie si sentirebbero attaccate da figure professionali analoghe togliendo loro lavoro e anche,perché no, prestigio.

Come Studentessa del 4 anno a Tempo Parziale presso la scuola EIOM di Padova continuo a nutrire la speranza che questo percorso che si è intrapreso a livello legislativo continui raggiungendo il riconoscimento sanitario. Questo perché la scuola che sto seguendo richiede grande impegno, studio, molta pratica e altrettanto sacrificio. Le materie affrontate spaziano tra molteplici Scienze Mediche e Umane con notevoli approfondimenti. Come tale è giusto che un percorso di 6 anni possa avere il giusto riconoscimento.
La grande differenza dovrebbero farla i professionisti.
Ognuno dovrebbe comprendere il proprio limite e collaborare con altre figure professionali per raggiungere tutti lo stesso obiettivo: DONARE BENESSERE ALLE PERSONE.

Utopia o futuro?

Martina M.


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